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Bolletta elettrica, ecco come cambia da gennaio 2017

Sono in arrivo i cambiamenti con la seconda fase della riforma delle tariffe per i clienti domestici che è scattata dal 1° gennaio 2017.

Con la riforma ad essere avvantaggiato è chi consuma di più, mentre risparmiare energia elettrica diventerà meno conveniente.

A conti fatti, quando la riforma sarà ultimata, l’82% delle famiglie italiane spenderà un po’ di più.

La riforma in breve

Il 2 dicembre dell’anno scorso l’Autorità ha approvato la riforma delle tariffe elettriche per i clienti domestici. Avevamo spiegato nel dettaglio in questo articolo in cosa consiste.

In sintesi, si abolisce la progressività, ossia il meccanismo che fa pagare di più il kWh a chi ha consumi maggiori e di meno a chi ha consumi bassi.

Inoltre i costi di rete (cioè i costi pagati per la trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica) vengono spostati sulla parte fissa, cioè saranno pagati per punto di prelievo e per potenza impegnata, anziché per kWh consumato.

Tra le altre novità c’è da ricordare che vengono introdotti livelli di potenza con un “passo” più fitto e si azzerano i costi per il cambio di livello.

La riforma prevedeva due step di cambiamento: uno partito dal 1° gennaio 2016 e uno partito dal 1° gennaio 2017, per arrivare a regime nel 2018.

Dal 1° gennaio 2017 ci sarà la piena applicazione della tariffa non progressiva per gli oneri di rete e verrà effettuato il primo intervento anche sulla tariffa per gli oneri di sistema, in modo da diminuire l’effetto di progressività e limitare a due il numero di scaglioni di consumo annuo. Verranno poi introdotte tutte le novità legate all’impegno di potenza.

Quanti ci guadagnano e quanto

La riforma, come intuibile, eliminando la progressività favorisce chi consuma di più.

L’efficienza energetica è incentivata solo per quelle tecnologie che spostano i consumi dal gas al vettore elettrico, come la pompa di calore e la piastra a induzione, protagoniste dello spot Aeegsi.

Diventano meno convenienti invece gli investimenti fatti per risparmiare elettricità: si pensi alla sostituzione delle lampadine con dei led o all’installazione del fotovoltaico.

A conti fatti la riforma – una volta a regime – porterà un beneficio economico rispetto alla situazione precedente solo a chi consuma più di 2.700 kWh l’anno.

Quante saranno le famiglie italiane che ci rimetteranno e quante invece ci guadagneranno? La risposta è facile: i punti di prelievo con consumi inferiori a 2.700 kWh l’anno sono oltre l’82% dei 29.430.000 utenti domestici italiani (dati 2014). Ci rimetteranno dunque oltre 24 milioni di utenze.

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